Travaglio ed il giustizialismo. ANF Venezia dice NO!

La Consulta, con sentenza n. 18/22, ha statuito che è incostituzionale censurare la corrispondenza tra un detenuto in regime di 41 bis ed il proprio difensore. Il 41 bis prevede la sottoposizione al visto di censura della corrispondenza senza escludere quella dei difensori.
Il fatto, per farla breve, nasce da un decreto del Presidente del Tribunale di Locri che aveva deciso di trattenere un telegramma inviato da un ristretto al proprio difensore.

Ricorre per Cassazione il detenuto e la Suprema Corte accoglie il ricorso, trasmettendo i dati alla Corte Costituzionale.
E la Corte regolatrice osserva che il diritto di difesa, per essere completo, comprende anche il diritto di comunicare con il proprio difensore e sottolinea che di questo diritto è titolare anche chi stia scontando una pena detentiva.
E ciò, ovviamente, anche per lamentare eventuali abusi dell’autorità penitenziaria nei propri confronti, per tacer d’altro.

Inopinatamente, ma non sorprendentemente, il Fatto Quotidiano se ne esce con la seguente affermazione da offrire in pasto al suo pubblico giustizialista: “la Consulta cancella la censura della corrispondenza dei detenuti al 41 bis e avvocati. Geniale: così i boss potranno ordinare omicidi e stragi per lettera”.
Ora, al di là della volgarità dell’assunto, gli eventuali omicidi e stragi ordinati dal carcere seguono vie ben più complesse, ma in tutto questo si legge qualcosa in più: l’idiosincrasia del Sig. Travaglio per le parole “giustizia” e “diritti di difesa” il che la dice lunga su dove Travaglio vuole andare a parare.

Da ultimo, e non sembri sciocco ricordarlo, quando un avvocato viene iscritto all’Albo, deve giurare dinanzi al Consiglio dell’Ordine con la seguente formula: “consapevole della dignità della professione forense e della sua funzione sociale, mi impegno ad osservare con lealtà, onore e diligenza, i doveri della professione di avvocato, per i fini di giustizia e la tutela dell’assistito nelle forme e secondo i principi del nostro ordinamento”.

Con buona pace del Sig. Travaglio, che evidentemente ignora questi principi.

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