Arte in Carcere, sviluppi e ringraziamenti del Segretario

Il Convegno online, organizzato dalla nostra associazione sulla piattaforma messa a disposizione dal Consiglio dell’Ordine di Venezia, ha aperto la stagione di iniziative dell’Associazione Veneziana.

ANF Venezia intende infatti dedicare quest’anno una particolare attenzione al diritto penitenziario e alla situazione della popolazione detenuta. Abbiamo iniziato venerdì 25 febbraio con il tema “Arte in carcere“, che ha visto la partecipazione di circa 180 persone, non solo avvocati, ma anche operatori del settore e altre persone interessate a vario titolo.

Gli interventi al convegno Arte in carcere

Il Convegno ha voluto offrire un luogo di dibattito utile per fare il punto della situazione circa le politiche carcerarie perseguite, ascoltare varie valutazioni e proposte da prospettive diverse. Lo affatto attraverso gli interventi dei magistrati, degli avvocati degli psichiatri, degli architetti e, non ultimo, di persone impegnate direttamente in concrete iniziative tese a rendere concreto quel percorso di riabilitazione e, se possibile, di recupero sociale del detenuto, in linea con la previsione costituzionale.

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Dopo i saluti della Presidente del COA di Venezia avv. Santinon e di A.N.F. Venezia, il convegno è stato coordinato dall’avv. Lorenza Mel, ideatrice della proposta ed ha visto interventi molto diversi tra loro, ma tutti ugualmente interessanti.

Ha iniziato la dr.ssa Linda Arata, Presidente del Tribunale di sorveglianza di Venezia, la quale ha sottolineato la necessità di programmazione di iniziative di recupero in concreto, attraverso il coinvolgimento dei detenuti.

A seguire, l’intervento del Prof. Mauro Palma, garante nazionale dei detenuti, che ha sottolineato come la rieducazione sociale sia stata per lungo tempo interpretata in senso etico e abbia poi finalmente assunto i caratteri dei reinserimento sociale, con un processo di responsabilizzazione e coinvolgimento del detenuto. Processo, questo, reso possibile anche grazie alla corte Costituzionale,.

Il dott. Guido Ortelli, medico psichiatra, ha invece posto l’accento sulla creatività che viene sollecitata dall’espressione artistica, fondamentale in un ambiente in cui necessariamente vi è una rarefazione dell’identità.

Ha continuato l’avv. Maria Brucale, da sempre impegnata per il miglioramento delle politiche carcerarie e della condizione dei detenuti, con particolare riferimento alle lunghe detenzioni e restrizioni dell’art.41bis. In un appassionato intervento, ha evidenziato come l’ingresso in carcere interrompe i contatti umani e viene a cessare ogni scelta di relazione e che la cosiddetta rieducazione è troppo spesso legata all’obbedienza.

Un percorso di reinserimento deve vedere il carcere come luogo di formazione e l’arte, come la scrittura, possono essere molto utili a questo fine.

“Ogni persona restituita alla società è una vittoria dello Stato di diritto.”

Il dott. Fabio Gianfilippi, Magistrato di sorveglianza a Spoleto, illustrando le linee delle recente mini riforma del diritto penitenziario, ha evidenziato come il recupero del condannato sia un tema trattato con molta sufficienza, mentre si rende necessario collocare la persona al centro di un processo di responsabilizzazione e l’arte può essere utile.

Un atteggiamento culturale nuovo e ancor più propositivo

L’arch. Cesare Burdese, professionista di Torino, da decenni in prima linea sui temi degli spazi carcerari nello studio, nell’insegnamento e nella progettazione di strutture carcerarie alternative e nella promozione di attività artistiche per la trasformazione degli spazi della pena, ha ricordato l’eterogeneità delle costruzioni carcerarie in Italia. In particolare, ha sottolineato la necessità che un nuovo atteggiamento culturale debba superare queste problematiche, avendo quale obiettivo la possibilità di incidere sulle modalità relazionali dei detenuti, attraverso una nuova e consapevole gestione degli spazi.

Ha chiuso la panoramiche di visioni ed esperienze la dott.ssa Sibyl von der Schulenburg, fondatrice di Artisti Dentro Onlus, che si prefigge di smuovere energie sopite dei detenuti. La dottoressa ha ricordato come il livello culturale e di istruzione dei detenuti è molto basso, per cui occorre stimolare, attraverso attività culturali la motivazione individuale, l’ambizione e – perché no – anche la competizione, come fa la sua Associazione con l’annuale concorso “Pittori Dentro“.

Arte in carcere, sviluppi e prossime iniziative

Il convegno, durato quasi quattro ore, è accompagnato da una mostra permanente virtuale sull’Arte in Carcere, visibile sul nostro sito e sarà seguito da una serie di iniziative sulla condizione della persona detenuta, attraverso l’approfondimento di ulteriori temi quali la salute, il lavoro, altre manifestazioni culturali, lo sport.

Nel ringraziare i relatori e i partecipanti, Vi invito a seguire le prossime iniziative sul nostro sito internet e su tutti i social in cui è presente.

Per Aspera Ad Astra

Il Segretario, Avv. Piero Gallimberti

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